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Il Mangiatore di Pietre

Recensione notturna, mentre me ne fumo un’altra, di un libro appena terminato, Il Mangiatore di Pietre di Davide Longo, un noir di montagna che poco si addice all’agosto romano.

Di Davide Longo ho da poco letto il suo ultimo romanzo, L’Uomo Verticale, e ho avuto modo di intervistarlo in una trasmissione radiofonica. L’impressione rimane piuttosto positiva anche dopo aver letto questo interessante romanzo breve uscito qualche anno fa. Lo stile asciutto, duro, molto descrittivo, capace di farti sentire il vento e gli odori della onnipresente montagna. Un noir di frontiera che si apre con il ritrovamento di un cadavere di un pregiudicato e che vede come protagonista Cesare detto il francese, silenzioso e misantropo, dal passato di migrazione e dolori.

Io che conosco zero la montagna, che sono un animale metropolitano subisco il fascino e la suggestione degli ambienti narrati dall’autore. Ti fa venire voglia di percorrere quei sentieri e di immergersi nel tenue silenzio di quei luoghi. Territori di frontiera, di culture che non vengono divise da una linea, dove si muovono allevatori e passeur, coloro che portano migranti irregolari, da una parte all’altra della frontiera attraversando la montagna. Un mestiere moderno quello del passeur, che cresce con la fobia della sicurezza dei governi europei, mestiere con cui si guadagnava da vivere l’uomo ritrovato morto all’inizio del romanzo.

Unica pecca, l’averlo letto in queste serate d’agosto, nonostante la canicola romana abbia dato una piacevole e fresca tregua in questi giorni.

Posted in noir - gialli.

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