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Satori

Mi lamentavo di non riuscire a trovare un romanzo che mi tenesse appeso alle pagine, che mi trascinasse nella lettura, che mi affascinasse con la sua storia. Satori di Don Winslow è, ed è stato in queste notti, tutto questo.

L’autore americano ci regala una perla, nata da uno spunto non originale, non per questo meno impegnativo. Satori, è una specie di prequel di Shibumi (in Italia Il ritorno delle gru), romanzo di Trevanian, uscito nel 1979. Protagonista di entrambi i romanzi è Nicholaj Hel, una specie di ronin, nato da genitori russi, cresciuto nella cinese Shanghai, allevato da un generale giapponese.

Se tutto va a modo tuo, è una cosa semplicissima, ma ci sono un sacco di se.

Una classica spy story, ambientata su location diverse, un viaggio nell’asia più profonda: Giappone, Cina, Vietnam, Laos con una fugace presenza in Francia, tutto negli anni 50, a margine della guerra americana in Corea, col mondo immerso in una globale partita a risiko, tra spie, complotti, servizi segreti e agenti vari. Hel viene tirato fuori dalla prigione giapponese dalla CIA che gli offre la libertà in cambio di una spedizione quasi suicida.

Non puoi trovare l’illuminazione, puoi solo essere aperto affinchè lei trovi te. Questo è il Satori. Potrebbe giungere in una goccia di pioggia, in una nota di flauto lontana, in una foglia che cade. Naturalmente devi essere pronto, altrimenti passa ignorato. Ma se sei pronto e hai gli occhi aperti, lo vedrai e a un tratto capirai tutto.
Allora saprai chi sei e capirai cosa devi fare.

Hel è un maestro di hoda korosu, uno stile di combattimento che permette di uccidere l’avversario a mani nude, parla sei lingue e ha affinato uno straordinario “sesto senso”, una sorta di acuta percezione di pericolo. La storia si svolge come una partita a go, antico gioco giapponese. Una gioco complesso, di tattica e strategia. Ed è proprio ispirandosi al go che Hel, che assume l’identità di Michel Guibert, trafficante d’armi francese, muoverà le sue mosse, stretto tra i servizi cinesi, americani, russi o i trafficanti vietnamiti.

Un libro potente, coinvolgente come pochi, trascinante. Me lo sono finito ieri sera in un paio d’ore, leggendo le ultime 200 pagine tutte d’un fiato. Ne avevo voglia. E’ un romanzo che se avessi potuto mi sarei chiuso un giorno intero dentro casa per leggerlo dall’inizio alla fine. Winslow torna alla grande dopo il deludente La lingua del fuoco. Buddismo, zen, culture che si intrecciano e che vengono tratteggiate in maniera piuttosto affascinante e convincente. Un ritmo che tiene per tutte 500 pagine, senza mostrare il minimo cedimento. Una scarica di adrenalina come un colpo secco di Hel. Da leggere se minimamente amate il genere e complimenti alla Bompiani, che non so come, ha sottratto Winslow alla Einaudi. Oppure fate come me, che a casa è bello che pronto anche Shibumi (trovato scontato del 50%) per continuare a seguire il ronin Hel.

Come usare la tua libertà?
Sei un killer un guerriero, un samurai – no, un samurai, no, perchè non sei legato a nessun padrone. Sei un ronin, un vagabondo, un solitario. E allora che cosa fa adesso questo ronin?

 

PS I primi 2 capitoli in anteprima qui.

Posted in noir - gialli.

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4 Responses

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  1. opinionista says

    Ahahahahhaah double figura di merda.
    Chiedo venia ma soprattutto grazie della segnalazione 🙂

  2. stone says

    Sono tranquillissimo, io.
    E su aNobii? 🙂

  3. opinionista says

    Si chiamano refusi, tranquillo 🙂

  4. stone says

    Winslow, non Wislow.