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Nel Cuore di Smog City

Giornata indiana oggi. Ho terminato Nel Cuore di Smog City dopo la pausa pranzo all’ottimo Indian Fast Food dietro piazza Vittorio, romanzo a fumetti della bravissima Amruta Patil, disegnatrice e illustratrice per l’appunto indiana.

Preso scontato al 50%, nonostante la fastidiosa machette sulla copertina che recita “la prima graphic novel indiana”, quello di Amruta Patil è una bella storia d’amore, anzi una bella storia di un rapporto spezzato ma dai sentimenti ancora vivi. Smog City è Mumbai, maleodorante, caotica e densa di storie diversa dalla cartoline di Bollywood. La storia comincia dal doppio tentativo di suicidio di Kari e Ruth, entrambe salvate dal caso. La loro storia si conclude qua e le pagine proseguono con il racconto di Kari, che prova a superare il trauma di un amore lesbico ancora forte e presente, ma soprattutto la solitudine in una città così densamente abitata.

”Quando torno a casa, il silenzio ha di nuovo i denti. Il mio letto
sembra grande come un campo di calcio”

Kari, grafica pubblicitaria vive insieme ad altre due ragazze e i loro rispettivi ragazzi, in un alienante palazzone dove trova rifugio solo nel cassone del terrazzo. Si infatua di una sua collega di lavoro, Agnes, malata terminale, e prova a sopravvivere nonostante il profondo disagio che vive.

“Non fatevi ingannare: non esistono donne etero.”

L’omosessualità viene raccontata con leggerezza e delicatezza. Non viene esternata perché è scontata, rimane sospesa e viaggia attraverso tutto ciò che Kari fa, in un’India altrettanto sospesa tra la tradizione e la modernità, la trasformazione di un paese ormai fondato nell’ultraliberismo. Alla fine rimane la sensazione di aver letto un bel fumetto, intenso e graficamente piacevole da leggere, atipico in quanto le parti scritte sono preponderanti, tant’è che alcune pagine sono semplicemente illustrate. Di sicuro più leggero e piacevole dell’ottimo pranzo indiano, ma piuttosto piccante e che molto poco si integra con la canicola romana di oggi.

“Tutto ciò che non è frutto di grande, grandissimo amore, non dovrebbe vivere.”

Posted in fumetti.


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