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Galveston

 Avendo visto recentemente la serie tv True Detective mi ero promesso di leggere qualcosa di Nic Pizzolatto che ne è il creatore e sceneggiatore. Ero rimasto piuttosto colpito dallo scrittura e dallo sviluppo della serie stessa che la casualità ha voluto che giorni fa trovassi nel reparto usato di una libreria, il suo unico romanzo Galveston.

Le quasi 270 pagine sono volate in 3 notti perché se questo è il suo romanzo d’esordio allora ha stoffa da vendere. Chiametelo crime o noir poco importa, il genere è quello. Del resto la location usata per lo sviluppo della sua storia è quel sud degli Stati Uniti, tra il Texas e la Lousiana, non solo teatro di moltissimi altri romanzi di genere ma anche del suo True Detective. Ma è lo stile e la scrittura a fare la differenza.

“A vedermi così, con la schiena e il collo curvi, non si direbbe mai che una volta ero alto uno e novanta, e la benda sull’occhio sinistro mi fa somigliare vagamente ai pirati che una volta erano padroni della costa. La mia ombra di fronte a me era storta abbastanza da poter essere un qualche esile crostaceo strisciato fuori dalla marea. Emerso barcollando dalla storia.”

Protagonista è Roy Cody, malavitoso che si occupa di “recupero credito” per un boss locale. Nella stessa mattinata gli viene diagnosticato un cancro e una breve aspettativa di vita mentre un fallito agguato lo fa fuggire insieme a una sconosciuta. Siamo nel 1987 e 20 anni dopo Roy riceverà una visita che gli faranno riaprire vecchie ferite…

“Sei qui perché è da qualche parte. I cani ansimano nelle strade. La birra non è fredda. L’ultima nuova canzone che ti è piaciuta è uscita molto, molto tempo fa, e la radio non la trasmette più.

Non so se è la magia di quel sud degli Stati Uniti da cui provengono molti tra i migliori romanzieri contemporanei americani. Non posso credere che non incida, non credo troppo alle coincidenze in questo caso. Anche con Pizzolatto protagonisti borderline, uomini o donne che vivino la propria solitudine con rabbia e rassegnazione, in un territorio magistralmente descritto da un autore neanche fosse il miglior Leonard, McCarthy o Lansdale. Pagine e pagine che filano via rapide, crude e spiazzanti, attraverso un racconto denso, che si sviluppa su due piani temporali differenti e grazie a una magistrale caratterizzazione dei protagonisti. Nessuna ricerca del colpo a effetto o della trovata tragica o pietista ma la magia dei romanzi è nel rendere reale e credibile una storia inventata. E Pizzolatto ci riesce perfettamente. Impossibile non avere negli occhi alcuni piani sequenza di TD mentre scorri il descrivere di paesaggi desolati, in attesa di un terribile uragano, pronto a spazzare tutto ma soprattutto tutti.

Da leggere.

Posted in noir - gialli.

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