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Anche i poeti uccidono

 Prima di parlare di quest’altro libro di Victor Gischler che ho letto in questi giorni, devo fare una doverosa promessa: la copertina è talmente orrenda che se non stessi in fissa per questo autore, non avrei mai comprato un libro del genere. E metteteci pure che l’ho trovato scontato del 50%.
Un coattone palestrato modello spiaggia di Capocotta come immagine, non me l’aspettavo proprio dalla meridiano zero, che ha sempre tanta cura delle proprie edizioni.

Il libro in questione è “Anche i poeti uccidono” un pulp in pieno stile Gischler, che vuol dire tutto e il contrario di tutto. Di questo autore ormai sono al terzo romanzo che recensisco in poche settimane (ne arriva una quarta a breve, sappiatelo) e dunque proverò a non ripetermi.

Onestamente questo è quello che mi ha convinto meno degli altri, nonostante poi abbia delle intuizioni e dei passaggi davvero formidabili. Gischler condisce la sua storia come se fosse uno di quei minestroni, in cui ci metti di tutto, anche cose che apparentemente non legano l’una con l’altra, ma che alla fine regalano un sapore diverso dal solito ma soprattutto ottimo. Quello che non mi ha convinto, non so spiegarlo, forse il personaggio principale, su cui ruota la storia attorno, non mi ha entusiasmato. Forse è questo o forse che li sto leggendo uno dopo l’altro.

Prendete un professore di poesia in un college, un afroamericano che ruba l’identità di un ragazzo e approda nello stesso college, due studenti aspiranti poeti, una banda di spacciatori, un vecchio boss con l’hobby della poesia, una studentessa arrivista, e altri stravaganti personaggi che attraversano la trama inserendosi con armonia. Da non crederci, eppure funziona. Quantomeno lo chef Gischler riesce a farlo funzionare. Ritmo, umorismo, cadaveri, sparatorie, dialoghi sempre intelligenti e sorprendenti, fanno da contorno al tutto. Gischler è pulp ma va oltre il pulp stesso, come se si divertisse a dissacrarlo.

“Victor Gischler è uno dei miei autori preferiti. I suoi libri e le sue storie sono devastanti: fredde come il ghiaccio secco, piene di intrighi e di divertimento allo stato puro. Ragazzi, questo scrittore continua a stupire!”.

Le parole di Lansdale oltretutto chiudono il cerchio sulla bravura di questo autore, che oltretutto riesce a parlare di poesia in un romanzo dove si susseguono colpi di scena, cadaveri e sparatorie. Questo è stile, pieno stile Gischler, appunto.

Posted in noir - gialli.

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