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Dimmi che non vuoi morire

I regali migliori sono quelli inaspettati, quelli che arrivano giorni dopo. Quando sabato ho scartato quello di Annalisa (grazie cara!) e mi sono ritrovato tra le mani “Alligatore – Dimmi che non vuoi morire” della coppia che non ha bisogno di presentazioni Igort/Massimo Carlotto, beh sono stato davvero contento. Lo avevo giè puntato e me l’ero promesso. Oltretutto in questi giorni di febbre e tosse, conditi dalle ottime zuppe palestinesi delle mie amiche dirimpettaie, non potevo chiedere di più.

L’Alligatore è uno dei personaggi più riusciti di Massimo Carlotto, protagonista di diversi noir. E’ un investigatore senza licenza, ex detenuto, ex cantante di un gruppo blues, e in questa avventura si farà accompagnare da due dei suoi sodali: Beniamino Rossini e Max la memoria. Non era mai stato disegnato da nessuno e la sfida accettata dall’autore non era facile. Certo scegliendo come suo partner, Igort è andato abbastanza sul sicuro. Le tinte nere e viola di quest’ultimo difficilmente deludono.

“Il taglio e’ realistico, piu’ realistico del solito per me. Sono stato fedele allo sguardo di Massimo, che e’ molto preciso. Quindi certi locali o armi o auto, etc. sono riconoscibili e chiaramente identificabili“.

La storia è un classico noir mediterraneo. Ambientata tra la Cagliari dove Carlotto vive e la Parigi dove entrambi hanno vissuto e dove Igort tutt’ora vive. I 3 vengono ingaggiati da un ristoratore maneggione a cui è sparita l’amante. Lei, giovane e mediocre cantante, ha fatto perdere le sue tracce. Dunque arrivati sull’isola l’Alligatore, Beniamino e Max si metteranno subito alla ricerca della donna, scoprendo di essere coinvolti in una storia più grande di quanto non appaia.

“Avevo in mente da tempo una bella trama per il mio Alligatore ma non era adatta a diventare un romanzo perché aveva le caratteristiche di una graphic-novel. Per fortuna Igort lo ha capito e così è nato dimmi che non vuoi morire”.

La scrittura si mescola perfettamente alla splendide tavole di Igort. I tempi sono quelli giusti, sia per il fumetto che per il noir. Del resto da due cavalli di razza come loro non ci si poteva aspettare altrimenti. Mi ha accompagnato in queste ultime ore, tra qualche svenimento febbrile e i continui colpi di tosse che mi scuotono tutto, dalla gola, al cuore, fino al cervello. Ma visti i tempi e la cura che alcune persone hanno di me, posso solo che ritenermi fortunato.

Ps: sì in queste ultime settimane mi sto facendo una pera di fumetti, ma capita sempre nei dintorni del mio compleanno. Quanto prima tornerò ai romanzi 🙂 se fossi stato in salute ne avrei cominciato uno che però devo andare a prendere…

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