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Manuel Fior

Manuel Fior è un disegnatore e illustratore italiano. Tra la notte e il giorno di l’altro ieri, tra il letto e la metro (lasciamo perdere i motivi per cui mi trovavo in metro) mi sono letto due splendidi romanzi a fumetti: Cinquemila chilometri al secondo e La signorina Else, quest’ultimo adattamento del romanzo di Schnitzler.

Il primo dei due è splendido nei disegni e nei colori. La trama è semplice: due amici e una ragazza di uno dei due. Un trio alla Jules et Jim e una coppia che si sfascia mentre entrambi emigrano all’estero, una a nord e l’altro a sud. Una storia di sentimenti che si sfasciano apparentemente, di radici recise, di identità precarie e perdute. La lontananza come salvezza, la distanza come nostalgia. Come già detto, splendidi gli acquerelli, bella la citazione in apertura di una canzone dei Diaframma. Straordinari i colori, caldi e freddi, l’Egitto e la Norvegia, cinquemila chilometri di distanza, rese vicine da due pennellate. Un albo perfetto, direi impeccabile, perchè la nostra precarietà non è solo lavorativa, è un’onda che sconquassa che rende squilibrato tutto, anche i sentimenti. Per chiudere vi dico che questo romanzo dopo aver trionfato a Lucca ha appena vinto il premio come miglior fumetto ad Angouleme, uno dei premi più importanti a livello europeo e non. Chapeau!

Ne La Signorina Else la qualità del tratto e dei colori rimane sullo stesso livello. Partiamo dal presupposto che è un’adattamento a fumetti dell’omonimo romanzo che però non ho letto. Eppure il monologo interiore di Else è splendido, mi verrebbe da pensare che Schnitzler stesso ne sarebbe più che soddisfatto. Una ragazza di più o meno diciottanni, nella Vienna borghese di fine ottocento, spensierata, allegra e piuttosto sveglia vedrà la sua vita venire scossa dalla richiesta della madre: essere “accogliente” con un ricco mercante d’arte per recuperare 50 fiorini entro due giorni prima che il padre accusato di frode finisca in prigione o peggio. Il monologo che spingerà Else nel baratro è toccante ed emozionante. La morbosità dei personaggi intorno ad Else è viva tanto quanto l’ipocrisia di un ambiente, quello ultra-borghese di fine secolo. Peccato che d’arte ci capisca molto poco (ma molto poco eh!) visto che non ho colto il riferimento stilistico dei disegni di Fior, quello della pittura della Secessione viennese.

Qui davanti abbiamo un disegnatore davvero di qualità. E giustamente ora vive in Francia, dove chi scrive romanzi a fumetti non è un autore di serie B. Se vi interessa saperne di più Manuel Fior sarà intervistato da me e il mio socio radio (tralatro colui che mi ha prestato entrambi gli albi), lunedi 6/2 alle 21 durante Tabula Rasa.

Ascolta o scarica l’intervista.

Posted in fumetti.

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2 Responses

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  1. opinionista says

    qua: http://www.anobii.com/fabs/books
    ciao

  2. Ettore says

    Ciao, c’è modo di contattarti? Non trovo nessuna mail…



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