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Femminismo Islamico

Per chi, come me, ha navigato nel movimento soprattutto qui a Roma, una cosa ha sicuramente imparato: il Femminismo è come il Fight Club, dunque non si parla mai di Femminismo! E se stavolta farò una deroga ad una mia regola che mi ha permesso di navigare tranquillamente anche tra le compagne, è per parlare di questo saggio di Renata Pepicelli sul Femminismo Islamico.

Da ignorante quale sono, ho trovato degli spunti assai interessanti, visto che in qualche modo la complessità che avvolge il mondo islamico mi affascina ma soprattutto è un libro che abbatte definitivamente diversi pregiudizi. Esiste un movimento femministe tra le donne musulmane, che rileggono il Corano da una prospettiva tutta femminile stravolgendo l’interpretazione che spesso viene data dai Mullah di turno e propone una riforma delle leggi patriarcali partendo da una uguaglianza di genere:

“Il femminismo arabo, inizialmente
secolare, assume con il tempo connotazioni più legate alla religione,
fino alla nascita di quello che sarà noto come ‘femminismo islamico’ –
spiega Camera d’Afflitto – Si tratta di un movimento variegato al suo
interno, che vede donne musulmane, arabe e non, rivendicare
l’uguaglianza tra i generi a partire dalla reinterpretazione dei testi
sacri dell’islam”.

Al lavoro della Pepicelli vanno aggiunti due interventi di altre due donne e studiose: Isabella Camera D’Affitto e Margot Badran.

“La maggior parte delle islamiste che portano avanti discorsi di genere
– precisa Badran – Si limita a rivendicare l’uguaglianza nella sfera
pubblica, mentre le femministe islamiche rivendicano l’uguaglianza di
genere sia nell’arena pubblica che in quella privata”.

Le sfumature sono diverse: “Nel mondo musulmano in questo momento esistono tre correnti del
movimento delle donne: una che possiamo definire di
femminismo laico, un’altra di femminismo religioso, chiamata
femminismo islamico, e un’altra che è una corrente di critica di genere
che si va affermando in varie organizzazioni islamiste. Il femminismo islamico cui dedico
la gran parte del mio libro – solo l’ultimo capitolo è dedicato al
discorso di genere all’interno di movimenti islamisti – è un movimento che si basa su una rilettura dei testi sacri da una prospettiva di genere” .

Così spiega la Pepicelli e credo che in qualche modo ci sia brillantemente riuscita.

Ps

Ovvio che letture del genere vengono principalmente fatte per darsi un tono e per accrescere il “prestigio” della propria libreria 😉

Posted in saggistica.


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