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Happy Birthday, Turco!

Il mio socio me ne aveva già parlato di questo giallista crucco al tempo della sua recensione di Kismet. Peccato però che l’orobico maledetto sia ormai talmente preso dalle sue facezie da non dedicare più tempo né alla lettura né al blog, ma prima o poi faremo i conti (bastardo!). Allo stesso tempo non mi era mai capitato di comprare un libro all’interno della libreria di un ospedale (!) ma quando ieri mattina mi sono trovato senza niente in mano, ho inforcato le ciabatte e sono andato a prendermi Happy Birthday, Turco! di Jakob Arjouni.

Letto in brevissimo tempo, il personaggio feticcio del giovane giallista tedesco (il suo primo libro lo scrisse a 19 anni) è Kemal Kayankaya, detective privato di origini turche, mezzo alcolista e fumatore (bè poi dici i luoghi comuni sui turchi…), spaccone, antipatico e sarcastico come pochi. Vive a Francoforte che come afferma l’autore: “…è casa sua. Kayankaya è un figlio della città. Ed è certo, per Francoforte prova odio e amore allo stesso tempo. È quello che fa chiunque con i luoghi  e le città che conosce meglio.  Più conosci qualcosa, più chiaramente ne vedi i difetti. Questo non significa che non si arrivi poi ad amare quei difetti. Kayankaya è un francofortese vero. Che talvolta altri non la pensino così, perché ha un nome turco e i capelli neri, non cambia le cose.”

Al di là della storia, il classico hard boiled dal sapore americano, fatto di locali con fumo denso e prostitute, poliziotti corrotti ed eroina, da immaginare come una pellicola in bianco e nero, la parte più interessante e divertente è proprio quella: immigrati di seconda o terza generazione che si trovano a vivere una confittualità esistenziale, non essendo ne’ abbastanza tedeschi né abbastanza turchi per essere realmente accettati dalla società in cui vivono. In questo l’autore, tedeschissimo, è molto bravo nel rappresentare questi sentimenti; Tant’è che credo leggerò anche altro di Arjouni e vi consiglio di leggere anche la sua intervista, piuttosto interessante.

Chiudo con i complimenti alla marcos y marcos per la sua collana mini: libri decenti a un prezzo onesto: 10 euro, forse così riusciranno a spezzare il monopolio di Feltrinelli & Co.

Ps: le definizione “noir etnico” mi fa cagare. Lo stesso vale per menu etnico, artigianato etnico etc etc

Ps: non mi era mai capitato di scrivere una recensione a cavallo di una operazione. Spero sia l’ultima volta :))

Posted in noir - gialli.


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